Nota per le sue settimane della moda, per il quadrilatero, per l’eccellenza del design e per la perseveranza del “fare bene”, pochi ricordano quanto il capoluogo lombardo sia patria d’un consolidato patrimonio artigianale radicato già ai tempi di Leonardo Da Vinci: eclettico artista che qui creò alcuni fra i più grandi capolavori di tutti i tempi, come la tela de L’ultima cena.

A questa città si annovera anche la tradizione di fare gioielli, nello storico quartiere oggi noto come le “5 Vie”, scelto da Bona Calvi come habitat ideale per il suo atelier. Il suo è un percorso che nasce nel restauro d’arte e che si evolve in creazione e produzione di gioielli incisi a mano, plasmando bronzo e metalli preziosi con tocco ironico

Acquista l’anello polpo in bronzo di Bona Calvi

Parte proprio da qui Helen Nonini, nostra ambasciatrice e icona di stile – da sempre sostenitrice dei giovani designer e degli atelier d’alto artigianato –seguendo il suo sesto senso per costruire le tappe di questo viaggio.

«Milano per me è la città della continua scoperta, in cui nulla è come appare. Una costellazione dove lasciarsi traghettare tra diversi pianeti: moda, arte, design, ma anche musica, teatro, giardini segreti e squisite pietanze». Così Helen racconta la città che, con profonda convinzione, ha scelto come luogo d’evoluzione e trasformazione, personale e professionale.

Il secondo capitolo? Simone Rainer, designer noto per la sue creazioni in dialogo con simmetrie geometriche dalle quali nasce il suo inconfondibile logo, divenuto cifra stilistica: tre forme geometriche che permettono di estrapolare il coefficiente numerico della sezione aurea. Sue le borse che, per Helen, diventano l’accessorio perfetto per ogni appuntamento, dalla prima colazione ai vernissage d’arte, o per serate di gala.

Simone RainerAcquista la borsa triangolo di Simone Rainer

Segue la tappa con Ambleme, marchio di sandali ispirato all’estetica della Costiera Amalfitana. Fra i quali spicca un sandalo giallo che richiama la luce del sole, pezzo perfetto per inaugurare un’estate rilassata e lontana dalla frenesia urbana. Sul quale giochi materici differenti diventano il tocco di stile ideale per trasformare un semplice sandalo in dettaglio prezioso.

Ambleme sandalsAcquista i sandali in seta senape di Ambleme

Alla ricerca dell’abito perfetto, Helen ci traghetta verso l’atelier di Stephan Janson. Francese di nascita e italiano d’adozione, vive fra Milano e il fascino marocchino di Tangeri. Le creazioni di Stephan sono presenti in tutti i guardaroba delle “vere” milanesi, attraversando indenni qualsiasi generazione; uno stile forte e, insieme, minimale. Inconfondibilmente chic, le sue clienti sono unite da un’attitude d’innata eleganza, e non certo da un dato anagrafico.

Individuato un abito lungo incady fucsia, facilmente declinabile da mattino alla sera, Helen ci accompagna in uno dei suoi luoghi milanesi preferiti: la Sala Reale della Stazione Centrale. Qui, un dialogo armonico tra moda e architettura si compone fra colori e linee che, proprio come i binari, viaggiano perfettamente paralleli.

Helen NoniniAcquista l’abito in cady di Stephan Janson

A completare il suo stile è il suo punto di partenza quotidiano, il turbante: elemento distintivo e sua cifra stilistica che, ormai da tempo, la contraddistingue.

Un copricapo dai mille volti, modulabili in base al giorno, all’umore o all’occasione: tutti rigorosamente firmati dall’atelier Altalen di cui è musa, cliente nonché intima amica.

«I turbanti sono ormai un’ossessione creativa, parte della mia personalità e del mio Dna culturale. In loro, percepisco l’estensione materica dei miei pensieri».

Helen NoniniAcquista il turbante a stampa di Altalen

Scopri di più sul progetto benefico Behind The Dressing Screen with H.

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