Gianfranco Ferré, Romeo Gigli e, tra i fashion designer di nicchia, anche Roksanda Ilinčić. Tanti gli architetti che nello stile hanno costruito la propria carriera, lasciando il classico design per inseguire un’altra passione: la moda. Ne sa qualcosa Giorgia Gaeta, palermitana (e architetto) fondatrice del marchio di borse Sarta.

Giorgia Gaeta for The Dressing Screen

Dopo una carriera da stylist a Milano, Giorgia sceglie di tornare a Palermo dedicandosi nuovamente ad architettura e décor…per poi imbattersi in un materiale che avrebbe portato alla nascita del suo brand. «Mi è bastato uno sguardo alle trame della paglia di Vienna per capirne il potenziale: dopo i primi esperimenti nell’arredo – lunghi e difficili da realizzare – mi sono chiesta: perché non declinarla nell’accessorio? Un’idea che si è evoluta subito in modo rapido, e molto naturale».
Studio Sarta for The Dressing Screen
Così, nel 2017 nasce il primo modello di Pablo Basket, secchiello in paglia e cuoio  il cui primo prototipo fu realizzato in 24 ore da un amico artigiano del luogo («A lui devo molto, il ricordo di quel momento è fortissimo: mi ha permesso di andare oltre la mia immaginazione, perché il mio progetto diventasse realtà»).

Studio Sarta for The Dressing Screen
Perfettamente in armonia con i valori di The Dressing Screen, l’amore per il territorio e per la tradizione locale di Sarta si riflette ancora in borse create solo da esperte mani del luogo, in un laboratorio di famiglia. Qui, l’artigianalità si sente in ogni fibra della paglia, così come nella pelle conciata al vegetale («L’unicità della sua texture e l’intensità del suo aroma, sono inconfondibili»).

Studio Sarta for The Dressing Screen
Foto di Carolina Ardizzone

Al secchiello, declinato in piùsfumature, Giorgia ha aggiunto oggi selezionati modelli di pochette e tote bag già ambitissimi online; tante le clienti che, confida, ammettono di amare ancor più quelle borse dal vivo, dopo averle toccate.

«Per me la creatività si realizza nel confronto quotidiano con le forme, i materiali e i colori, nel desiderio continuo di innovare e sperimentare. Il mio stile non sarà mai troppo esibito, non avrà mai quell’aria “furbetta”di mode che, oggi, nascono per esaurirsi in breve tempo. L’eleganza di questi modelli non vuole categorie, o soprattutto stagioni; punta ad attraversarle senza cambiare mai»

Studio Sarta for The Dressing ScreenFoto di Carolina Ardizzone

Non è certo un caso che fra i personaggi cari a Giorgia spicchi la celebre designer Charlotte Perriand («Una fra le più illuminate icone di stile del Ventesimo secolo»), simbolo di anticonformismo e femminilità, annoverata fra i fondatori del design contemporaneo. «Sono una nostalgica degli anni Sessanta e Settanta…mi piacerebbe vedere le mie borse indosso a icone come Anna Karina, Jane Birkin, Françoise Hardy. Adesso, è difficile pensare a personaggi contemporanei così ricchi di personalità».

Studio Sarta for The Dressing ScreenFoto di Carolina Ardizzone

Se proprio l’occhio d’architetto ha portato Giorgia a curare disegni e prototipi nel più piccolo dettaglio, l’amore per Palermo torna in tutto ciò che ruota intorno a Sarta: dai fotografi che ne curano l’immagine ai luoghi scelti per rappresentarla.

«In città, come sfondo per gli shooting, ho scelto angoli a me cari come Piazza Pretoria, detta anche Piazza della Vergogna, o Palazzo Cutò.

Studio Sarta for The Dressing ScreenFoto di Fausto Brigantino

Non nascondo che se un giorno Sarta dovesse veder nascere il suo primo negozio lo vorrei proprio qui, a Palermo, dove tutto è cominciato.

Per ora, la vendita online mi permette di mantenere una qualità altissima e un target di prezzi perfettamente in linea con la cura che portiamo nella realizzazione di ogni modello. Perché il mio desiderio è ancora quello di creare oggetti che siano prima di tutto perfetti per me; solo lincontro con un materiale unico come la paglia di Vienna mi ha permesso di realizzarlo».

Studio Sarta for The Dressing Screen

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