Era il 31 marzo del 1911 quando a Torino la moda italiana femminile divenne innovativa: a fare scalpore nella città fu la prima donna… in pantaloni.  Si dice che l’audace signora dovette rifugiarsi in una profumeria e uscire dal retro diverse ore dopo, per fuggire allo scandalo dato da quella nuova mise: Helen, Ambassador di The Dressing Screen, sorride riflettendo su come le mode siano cambiate in solo cent’anni. Chissà cos’avrebbero pensato al tempo, vedendola approdare con gli outfit originali (e spesso unisex) preparati in vista della sua visita ad Artissima, principale fiera d’arte contemporanea in Italia? Un momento immancabile nell’agenda di Helen. Che a Torino affronta i primi appuntamenti con abiti e accessori scelti riservando un’attenzione speciale a marchi del capoluogo piemontese, trovati grazie alla ricerca di The Dressing Screen.

Lo stile di Helen Nonini

La sua morbida maglia in misto cashmere dalle maniche scultoree proviene infatti dall’atelier del brand Irreplaceable di Elisa Giordano, ingegnere torinese classe 1983 che in questo marchio dal nome dal messaggio originale (“insostituibile”) unisce tutto il suo amore per il ben fatto e gli ottimi materiali e fibre naturali. Perfetta da portare con una gonna a vita alta anni Cinquanta di un altro marchio sabaudo come Le Globazine: questi modelli realizzati a pezzo unico con volumi sartoriali, tessuti di ricerca e bottoni d’archivio, stregano Helen fin dal primo indosso. Gli accessori? Un secchiello ideale per la città come quello di Amira Bags, linea di borse d’armonia classico-chic  interamente made in Italy, realizzate da abili esperti artigiani; perfette da abbinare a décolletée Gia Couture e immancabile turbante Altalen. Un look versatile, anche per un pranzo fra amiche nello storico Ristorante Del Cambio: una perla di gusto fondata nel 1754, noto per essere il prediletto di un protagonista del Risorgimento italiano come Camillo Benso Conte di Cavour.

Dopo questa pausa gourmand, Helen torna in hotel per indossare abiti adatti a camminare per tutta la città: il suo preferito? NH Hotel Torino di Piazza Carlina, dove la nostra ambassador ama fare colazione in una sala decorata da opere dell’artista torinese Carol Rama.

Attraversa così la città verso un altro indirizzo che unisce arte e storia, questa volta nel dorato mondo dell’editoria: la Libreria Internazionale Luxemburg, la più antica della città di Torino (classe 1872: il Clarin, quotidiano più diffuso in Argentina, l’ha inserita tra le dieci più importanti del mondo accanto alla Shakespeare & Co di Parigi). Qui, Helen trova finalmente un libro a lungo cercato: “The Sartorialist: X” di Scott Schuman, in arte il celebre “The Sartorialist”, terzo volume della sua raccolta fotografica. Proprio in quel momento Helen ricorda di aver letto una citazione di Schuman in un’intervista dedicata a Torino, dove Scott sottolinea: «È il posto dove stare per scoprire il vostro Paese. Torino non è invasa dai turisti come Venezia o Firenze, ci trovi l’Italia vera e nelle vie del centro». Sfogliando il nuovo libro, Helen sfoggia una nuova maglia a righe Irreplaceable; un genere che, nel suo guardaroba, non manca mai. Chi la conosce sa bene come la maglia navy sia fra i suoi capi preferiti… qui abbinato alle inseparabili scarpette Gia Couture.

Quando la moda diventa arte: Nasco Unico

Approfittando della permanenza in città, Helen si dirige verso un rendez-vous con una designer particolarmente cara a TDS: Andrea Francardo, anima del brand di blazer sartoriali Nasco Unico. Andrea, fra le prime ad appoggiare il progetto di The Dressing Screen e a sostenere le fondatrici Claudia e Stefania, fa subito capire a Helen quanta passione porti nel suo lavoro.

«Ho iniziato con mio padre, fu un grande imprenditore della moda: è un mondo che ho nel sangue. Dopo anni di consulenza per vari uffici stile, con l’arrivo del mio secondo figlio mi sono inventata una carriera tornando alla mia passione, il capospalla. In Nasco Unico porto tutto il mio amore per questa professione, ogni capo è un pezzo couture dove la personalizzazione ha grande importanza. E così i miei modelli sono lavorati a pezzo unico, in buona parte con materiali di altissimo livello recuperati da vari tessutai, anche in piccole quantità: con quelle (come con ogni scarto) ricopro bottoni, realizzo bordi, oppure sottocolli… niente, nella mia visione sostenibile, va buttato. È quello che dico anche ai miei laboratori torinesi che, ogni volta, mandano indietro ogni avanzo!».

Helen Nonini for The Dressing Screen

Sul suo maglione in lana e cashmere Alyki (nuovo marchio italiano specializzato in maglieria femminile di cashmere e fibre naturali) Helen porta proprio un blazer Nasco Unico, scelto nel guardaroba di The Dressing Screen. Ed è in quel momento che Andrea le propone di sceglierne uno nuovo, mostrandole le infinite combinazioni possibili per poterlo personalizzare: «Non solo la classica fodera, ma anche i fili delle cuciture, i revers a contrasto o i bottoni rivestiti. Una chicca? La pochette da aggiungere, iniziali d’oro da cucire nella giacca o frasi da ricamare sulla manica. Ma anche patch applicabili: gli ultimi sono creati da suore con disegni di ex-voto e hanno una piccola taschina… dove nascondere un biglietto, un messaggio».

Blazer Helen Nonini

Incantata davanti a tanta maestria, Helen pensa a come abbinare una simile giacca. Sceglie così dei mocassini di Paola d’Arcano, designer nota per le sue scarpe effetto opera d’arte amata da The Dressing Screen ma anche dalla stessa Helen, che trova irresistibili i suoi (modernissimi) modelli rétro. Il suo, in velluto con fibbia e tacco, racchiude una sintesi perfetta fra piglio maschile e romanticismo femminile.

Non solo arte e stile: i progetti di beneficenza

In attesa di ricevere il blazer scelto, Helen non resiste all’idea di acquistare anche un modello in lana pied-de-poule (abbinato alle sue amate scarpe in velluto con fiocco di Gia Couture) in vista della cena che Andrea ha organizzato con un’amica comune, Virginia Galateri. Icona di stile torinese in attesa del terzo figlio, Virginia racconta a Helen della sua ultima esperienza come ambassador del progetto Unicef Next Generation: un gruppo di oltre trenta giovani che sfrutteranno le proprie conoscenze, professionalità e abilità per permettere a UNICEF di raggiungere più adolescenti e bambini con programmi di istruzione, salute e protezione. Helen accoglie con interesse questa novità, spiegando a Virginia il proprio coinvolgimento con l’Istituto Mario Negri: il 5% delle vendite di The Dressing Screen è destinato infatti a finanziare la ricerca scientifica dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, che Helen sostiene da più di un anno.

È giunto il momento di tornare a Milano: non prima di una pausa di gusto e salute all’Erboristeria Melissa (consigliata dalla sua milanese amica e icona TDS Luisa Bertoldo). Un indirizzo di riferimento per chi di erbe e cosmetica bio non può fare a meno, immergendosi in un’atmosfera artistica d’altri tempi che rende quest’emporio un luogo da favola.

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